martedì 8 luglio 2008

Good Riddance

Avevo 19 anni e mille promesse. Avevo sogni da bruciare e posti da voler vedere. Non vedevo oltre l'estate che doveva venire, il futuro sarebbe arrivato dopo e pensarci mi riempiva di ansie e forse troppe aspettative. Un giorno piansi in silenzio, costretto ad una scelta non mia. Mi promisi che in futuro avrei scelto io per me. Mi promisi che la linea bianca della strada mi avrebbe portato lontano da quel posto che non ho mai sentito mio. Poi un anno di inferno. Dormivo di giorno e vivevo di notte. Che poi chiamarla vita era un insulto. Chiuso in quella camera mai in ordine sognavo di andar via, di poter piangere su decisioni sbagliate prese da me. Per la prima volta mi ubriacai, da solo, e fu una cosa triste. Mandai giù vodka ghiacciata, forse per farmi male, forse per cercare di svegliarmi. Passò un estate e mi ritrovai a fare le valige. Mia mamma mi fissava, raccomandandomi di tutto. Io ero carico a mille. Verso quell'autobus che mi avrebbe regalato una vita tutta mia, i miei sbagli, le mie vittorie e le mie sconfitte. Avevo 19 anni e ad una sola cosa pensavo: vivere il tempo della mia vita. Spero che anche tu abbia avuto il tempo della tua vita. Davvero.

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